(recensione): Bill Fay – Countless Branches (Dead Oceans, 2020)

Nato a Londra nei primi anni '40, Bill Fay ha al suo attivo una carriera pluridecennale. Possiamo quindi definire questa sua ultima fase creativa come una seconda giovinezza, o rinascita, favorita, senza dubbio, dal provvidenziale intervento di musicisti da sempre estimatori del lavoro del britannico. Fra i tanti a cui dobbiamo questo fortunato ritorno, un … Leggi tutto (recensione): Bill Fay – Countless Branches (Dead Oceans, 2020)

(recensione): Destroyer- Have We Met (Merge Records, 2020)

Sin dagli esordi, nel 1996, il canadese Dan Bejar ci ha abituato a lavori eleganti, ricercati e con un marcato gusto per la sperimentazione. Un trend stabile, caratterizzato dalla produzione costante di nuovo materiale musicale che ha raggiunto livelli più che rimarchevoli nel corso di questo ultimo decennio. A partire dalla pubblicazione di Kaputt nel … Leggi tutto (recensione): Destroyer- Have We Met (Merge Records, 2020)

(recensione): Field Music – Making a New World (Memphis Industries, 2020)

Band britannica nata dalla volontà dei fratelli Brewis, Peter e David, e che, solo per semplificare, potremmo ascrivere al settore progressive/art rock, i Field Music sono in un periodo di grande creatività artistica e ci hanno abituato alla pubblicazione di nuova musica ad intervalli piuttosto regolari, comunque mai superiori ai due anni. Cosi', se il … Leggi tutto (recensione): Field Music – Making a New World (Memphis Industries, 2020)

(recensione): Algiers – There Is No Year (Matador – 2020)

Nati e cresciuti artisticamente ad Atlanta, gli Algiers muovono i primi passi come band a Londra nel 2012. E' nel Regno Unito, infatti, che viene pubblicato il loro primissimo singolo Blood. Il quartetto, che vede fra le proprie fila il polistrumentista e vocalist Franklin James Fisher, Ryan Mahan, Lee Tesche, e l'ex Bloc Party Matt … Leggi tutto (recensione): Algiers – There Is No Year (Matador – 2020)

(recensione): Bryce Dessner -The Two Popes, OST (Netflix Studio, 2019)

Come i nostri più fedeli lettori avranno compreso, il National Bryce Dessner è uno dei musicisti ai quali, noi di Coeurs & Choeurs, siamo più affezionati. Per una fortunata serie di eventi  - non da ultima la fase straordinariamente feconda  della carriera del brillante multistrumentista americano - nel corso del 2019 molteplici sono state le … Leggi tutto (recensione): Bryce Dessner -The Two Popes, OST (Netflix Studio, 2019)

(recensione & intervista): Novanta – Some are Stars (EP- Seashell Records, 2019)

Disco importante, sebbene si tratti di un EP, il nuovissimo Some Are Stars di Novanta, progetto nato da un'idea del palermitano, di stanza a Milano, Manfredi Lamartina. Sono trascorsi ben tre anni dalla pubblicazione di Hello We’re Not Enemies, ultimo album in studio curato da Manfredi. Un disco variegato e complesso, dalle atmosfere nordiche a dispetto … Leggi tutto (recensione & intervista): Novanta – Some are Stars (EP- Seashell Records, 2019)

(recensione): Prince – 1999 (superdeluxe edition) (Rhino, 2019)

Risale allo scorso mese di luglio la pubblicazione dell'album postumo di Prince, Originals,  una piccola ma ricca antologia di titoli composti dal principe di Minneapolis e prestati da quest'ultimo ad altri artisti. La riedizione presentava gli stessi brani nell'interpretazione del suo autore, attingendo alla sterminata e per lo più inedita collezione disponibile negli archivi di … Leggi tutto (recensione): Prince – 1999 (superdeluxe edition) (Rhino, 2019)

(recensione): Beck – Hyperspace (Capitol Records, 2019)

Musicista allo stesso tempo sofisticato, elegante e quasi sempre abbondantemente in anticipo sui tempi e la moda del momento, Beck, nel corso della sua ormai quasi ventennale carriera, non ha mai avuto paura di sperimentare e di cimentarsi in nuove avventure musicali. Cosi, visto che gli esordi indie e alternative, vagamente underground degli esordi, caratterizzati … Leggi tutto (recensione): Beck – Hyperspace (Capitol Records, 2019)

(recensione): Leonard Cohen – Thanks for the Dance (Columbia Records, 2019)

Ci aveva già lasciato in eredità il magnifico I want it darker Leonard Cohen, che aveva pubblicato poco prima della sua morte, avvenuta nel novembre del 2016, l'ultimo capitolo di una discografia lunga e ricchissima. I want it darker, come simmetricamente già avvenuto nel caso di Blackstar, ultimo lavoro del duca bianco, David Bowie, riassumeva … Leggi tutto (recensione): Leonard Cohen – Thanks for the Dance (Columbia Records, 2019)

(recensione): Pumarosa – Devastation (Fiction, 2019)

A due anni di distanza da un debutto sfolgorante, avvenuto con l'album The Witch, a cui ha fatto seguito una tournée europea che ha toccato anche Parigi (con un memorabile live al Point Ephèmere a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, ndrl), questa fine 2019 vede anche il gradito ritorno dei Pumarosa, band britannica … Leggi tutto (recensione): Pumarosa – Devastation (Fiction, 2019)