(recensione): David Bowie – Young Americans (Parlophone Records Ltd, 1975)

Anno di grazia 1975. David Bowie è reduce dal tour promozionale dell'album Diamond Dogs e ha preso la decisione di cambiare rotta. Se già in Diamond Dogs potevano ravvisarsi i primi cenni della transizione dal glam rock dell'era Ziggy Sturdust verso un sound più vicino all'universo a stelle e strisce, è solo con Young Americans … Leggi tutto (recensione): David Bowie – Young Americans (Parlophone Records Ltd, 1975)

(recensione): Cate Le Bon & Bradford Cox – Myths 004 (EP- Mexican Summer, 2019)

E' nota a tutti e feconda l'amicizia, rapidamente divenuta collaborazione fra Cate Le Bon e Bradford Cox, l'allampanato lead singer dei Deerhunter. Entrambi protagonisti di questo 2019 con lavori belli e importanti, destinati a popolare le classifiche di fine anno di più di un recensore, i due si sono ritrovati nell' aprile dello scorso anno … Leggi tutto (recensione): Cate Le Bon & Bradford Cox – Myths 004 (EP- Mexican Summer, 2019)

(live report): Amanda Palmer @Bataclan (Paris, 28 septembre 2019)

Quando ci si appresta ad assistere ad uno spettacolo di Amanda Palmer non si sa ma per certo cosa ci attenderà. Concerto, stand up show, spettacolo teatrale: Amanda ama infrangere le barriere e ogni sua opera è un universo a sè stante, che si situa in uno spazio intermedio fra musica, cabaret, teatro e letteratura. … Leggi tutto (live report): Amanda Palmer @Bataclan (Paris, 28 septembre 2019)

(live report): John Cale 2019 – 1964 : Futurespective @Salle des concerts (Cité de la musique, 25 septembre 2019)

Fra gli innumerevoli appuntamenti di quest'ultimo scorcio di settembre, un posto di primissimo piano spetta al ritorno di John Cale alla Cité de la Musique, a tre anni di distanza dalla serie di eventi organizzati per celebrare uno degli album più famosi e iconici di sempre, The Velvet Underground & Nico. John Cale, che di … Leggi tutto (live report): John Cale 2019 – 1964 : Futurespective @Salle des concerts (Cité de la musique, 25 septembre 2019)

(recensione): Oh Sees – Face Stabber (Castle Face, 2019)

Ventidue anni di carriera e ventidue album: uno per ogni anno di attività. Band originale e versatile, restia ad essere incasellata in un unico genere musicale, gli Oh Sees, californiani di San Francisco, hanno saputo rinnovarsi album dopo album, dando prova di un talento multiforme. Giunge in questi giorni la loro ultima fatica, Face Stabber, … Leggi tutto (recensione): Oh Sees – Face Stabber (Castle Face, 2019)

(recensione): Cate Le Bon – Reward (Mexican Summer, 2019)

Merita un posto di riguardo fra le migliori uscite di questo più che generoso 2019, Reward, quinta prova in studio della gallese, trapiantata in California, Cate Le Bon. Autrice eclettica e difficilmente incasellabile in un unico genere musicale, Cate, che non disdegna le melodie folk e si esibisce in gallese oltre che nel più tranquillo … Leggi tutto (recensione): Cate Le Bon – Reward (Mexican Summer, 2019)

(recensione): Penelope Trappes – Penelope Two (Houndstooth, 2018)

Musicista australiana trasferitasi a Londra dopo una prima breve esperienza condivisa con un gruppo indie di Brisbane e una successiva tappa formativa a New York, durante la quale ha potuto porre le basi per il duo The Golden Filter, entrambe le circonstanze rivelatesi poi necessarie per porre le basi del sound sperimentale al quale oggi … Leggi tutto (recensione): Penelope Trappes – Penelope Two (Houndstooth, 2018)

(recensione) : Julia Holter – Aviary (Domino, 2018)

Elegante, colto, sofisticato, complesso, sperimentale e bellissimo Aviary, sesto album in studio della californiana Julia Holter. Musicista preparata, capace di coniugare sonorità antiche e contemporanee arricchendole di testi intensi e raffinati che pescano dal patrimonio letterario classico americano e internazionale, Julia ci propone, con Aviary, un viaggio in universo magico e a tratti indecifrabile, carico … Leggi tutto (recensione) : Julia Holter – Aviary (Domino, 2018)

(recensione): Noonday Dream – Ben Howard (Island Records, 2018)

Non è da oggi che amiamo e quindi seguiamo con attenzione Ben Howard, giovane cantautore inglese che ci aveva rapito in occasione della sua intensa esibizione a Rock en Seine, tre anni fa. Era, all'epoca, reduce dalla pubblicazione dell'album I Forget Where We Were, suo secondo album in studio, che aveva convinto tanto il pubblico … Leggi tutto (recensione): Noonday Dream – Ben Howard (Island Records, 2018)